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Giulia Annovi

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DDJ

Human sperimentation

drugs

Human sperimentation seems a terrifying idea. However it is an important favour that patients or health people are making to humanity.
So far,  204.459 clinical trials have been registered on the portal ClinicalTrials.gov. The most represented countries are U.S., followed by Europe ( 57.224).
We are studying in particular infectious diseases (29%) and drugs related to mental health (39%).

Even if a lot of researches are registered on ClinicalTrials.gov, a lot of studies lack informations about results. The article published by Datajournalism.it (in Italian, sorry), talks about this issue.

Clinical trial and results

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Internet, i grandi e i piccini

computer

Perché la scuola e perché la scuola digitale? Il mio interesse nasce dal fatto che alcune mattine mi capita di incontrare i ragazzi delle scuole sparse per la provincia di Modena, dove abito. Sono soprattutto alle medie, ma l’età si sta abbassando sempre più: lo smartphone ormai è in mano a ragazzi di seconda – terza elementare.
Le scuole hanno acquisito una certa sensibilità nei confronti dei pericoli che il digitale può nascondere, pericoli che sono spesso collegati all’uso improprio e inconsapevole che i ragazzi ne fanno.
Pigri e passivi sono pochi i ragazzi che mettono le mani sulla tastiera per dare comandi precisi al computer. I più usufruiscono di programmi già confezionati, di contenuti più o meno educativi, interessanti, ricchi.
Complice anche la scuola, spesso i ragazzi si trovano davanti a una LIM con scarse possibilità di interagire, non hanno computer a sufficienza o hanno connessioni estremamente lente. Per fortuna le cose stanno cambiando: alcune scuole hanno introdotto laboratori per docenti e alunni   in cui il computer assume un ruolo più attivo. Altre volte è la stessa scuola che si attrezza con tecnologie più avanzate, per incontrare le esigenze di una didattica più digitale e  al passo con i tempi. Ho parlato di alcuni progetti in questo articolo di Wired.

strumenti digitali a scuola
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Ma l’educazione comincia dal nido?

bambini gioco

L’asilo nido non è solo un’opportunità per i genitori che devono lavorare. Il nido è anche il primo passo per cominciare un percorso di istruzione e socializzazione.
Fanalino di coda rispetto all’Europa per iscritti all’asilo nido, l’Italia non conta più del 12% di bambini frequentanti. Ma non è solo questione di mentalità: spesso l’accesso al nido è negato proprio per un problema di posti. Poche strutture, molte delle quali private, e prezzi che oscillano tra una scuola e l’altra senza un criterio ben definito complicano la situazione.

Il digitale che avanza| Datajournalism.it

E-waste, High-tech

I rifiuti elettronici sono un problema cruciale nella società odierna. Intanto perché l’avanzamento tecnologico di cui siamo testimoni ci invita a cambiare gli apparecchi elettronici a una frequenza sempre maggiore.
In secondo luogo, perché all’interno di questi rifiuti si nasconde in realtà una miniera di materie prime che, se recuperate in modo corretto, potrebbero fornire materiali preziosi anche a quegli stati o continenti che non li posseggono come risorse naturali.

Da qui la necessità di comprendere meglio il sistema di raccolta e di riciclo degli e-waste e di dotarsi di impianti all’avanguardia. In Europa, il sistema di raccolta e riciclo non è sempre efficace e omogeneo. Alcuni stati sono all’avanguardia, altri invece hanno appena iniziato a organizzarsi. In questo articolo, comparso su Datajournalism.it, faccio una panoramica della situazione europea, delle sue potenzialità e delle sue strutture.

L’Italia invece, negli ultimi anni si è data molto da fare. Da un sistema del tutto privo di controllo, stiamo entrando in un regime molto più regolamentato. Anche i rifiuti professionali e non solo quelli domestici, stanno entrando nella filiera e con le nuove norme, che verranno approvate verso la fine dell’anno in corso, è buona la probabilità. Un’approfondimento sull’Italia lo potete trovare invece sul blog Data Stories de L’Espresso.

La carica degli open data: ecco i punti caldi in Italia

OggiScienza

Schermata 02-2456715 alle 15.03.37CRONACA – Nel 2014 per farlo bastava rispettare 3 regole d’oro: 1. il giorno prescelto doveva essere il 22 febbraio; 2. le porte dovevano essere aperte a tutti; 3. il tema doveva riguardare gli open data in tutte le loro forme. Questa è la legislazione che hanno formulato gli appassionati di open data, per organizzare una giornata dedicata ai dati fruibili da qualsiasi cittadino. La missione era quella di far conoscere questa grande opportunità, nonché educare i cittadini all’attenzione per i dati e all’uso responsabile.

Chiunque poteva organizzare un evento intitolato “Open data day” nella propria città. All’appello hanno risposto 194 città, sparse nei 5 continenti. In Italia, sono 19 le città coinvolte in questa iniziativa: 10 di queste si trovano nel Meridione. Alcune delle città italiane hanno ospitato gruppi provenienti da province vicine, comportandosi da “hub”. Il fenomeno open data day è in crescita: le città che hanno partecipato…

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Open Data: quando libertà è partecipazione

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