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Giulia Annovi

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Social media: tra realtà e finzione, alla ricerca di valore

Forse dovrei tornare ai romanzi.
Del resto i manuali che compro e che leggo non servono a migliorare la mia esistenza, al massimo il mio livello di conoscenza.
Con questo pensiero sono uscita dalla libreria, investita all’improvviso dalla luce gialla del sole radente, ormai prossimo al tramonto.

I romanzi servono a evadere, a viaggiare, a vivere altre vite. Ma i social network no. Continue reading “Social media: tra realtà e finzione, alla ricerca di valore”

Sono solo parole

Parole Ostili. Le ho lette sul web. Le ho ascoltate nelle scuole che ho visitato cercando di spiegare quale fosse il corretto uso dei media digitali che abbiamo a disposizione. Del resto, a 11 anni o giù di lì, non si può pretendere tanta consapevolezza. Peccato che a volte manchi anche tra gli adulti la consapevolezza di quanto possano fare male le parole, soprattutto quando sono scritte e visibili a tutti. Continue reading “Sono solo parole”

Le reti che siamo chiamati, tutti, a costruire

Che cosa vi viene in mente se vi parlo di tumore? Per quanto riguarda me, è una malattia che ho sempre guardato con timore, anzi direi con terrore. Mi è passata accanto più volte, come succede a molte altre persone oggi, visto che è una malattia in costante crescita.
La prima volta l’ho incontrata in casa: mia nonna era una delle prime sopravvissuta al cancro, una malattia che l’ha profondamente segnata e che ci raccontava, come una specie di avventura a episodi che sono ben presenti nella mia memoria, quando io e mia sorella eravamo più o meno piccole.
Quando mi hanno chiesto di scrivere un libro che riguardava i malati di tumore, ho pensato che mi si presentava davanti una sfida impegnativa: l’impresa mi avrebbe coinvolto profondamente dal punto di vista emotivo (sarei stata in grado di reggere?) e avrebbe richiesto di mettere in gioco una grande sensibilità.
Sì, perché qui si trattava di parlare con persone che l’esperienza l’avevano vissuta o che con i malati di tumore hanno avuto molto a che fare. Avevo bisogno di conoscere la loro vita, le loro esperienze, i loro punti di vista, le loro sensazioni, i loro sogni.
L’elenco di persone da contattare si è trasformata in una rete di luoghi, abitati da persone molto diverse tra loro, ciascuna delle quali mi ha parlato della malattia osservata da un punto di vista privilegiato. Il tumore è una malattia che investe ogni aspetto della vita di una persona. Entra nelle case e cambia gli equilibri di una famiglia, va al lavoro e modifica piani e obiettivi, si occupa del tuo tempo libero, altera i rapporti con amici e conoscenti, ti porta a frequentare ambienti nuovi e ad affrontare scelte che mai avresti pensato di dover affrontare.
Ecco perché questo libro non è fatto solo per i malati di tumore o per le numerose figure mediche che se ne occupano (perché il tumore, come malattia, non è così semplice da affrontare nemmeno per chi ha frequentato un corso di medicina). Continue reading “Le reti che siamo chiamati, tutti, a costruire”

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I testi possono essere matematici? La lezione del Linux Day 2016

Ieri, il 22 ottobre, si è celebrato il Linux Day in tutte le città d’Italia. Per l’occasione ho deciso di partecipare a una conferenza volta a presentare le espressioni regolari.
Le espressioni regolari o regex sono scritte in un linguaggio tipicamente matematico. Sono delle vere e proprie espressioni composte da numeri, lettere, parentesi e simboli matematici.
Continue reading “I testi possono essere matematici? La lezione del Linux Day 2016”

ESOF2016 day1: la relazione vive nei social media

Il web, quello che più comunemente chiamiamo rete, ha cambiato la nostra concezione di rapporti sociali. Le nostre relazioni all’improvviso hanno allargato i loro orizzonti. Non bastano gli amici, i colleghi, i collaboratori, i familiari che ci sono capitati di fianco. Abbiamo la possibilità di spaziare, di stringere rapporti con persone che non abbiamo mai visto ma verso cui nutriamo un interesse o di rimanere in contatto con persone incontrate in alcune particolari occasioni che difficilmente si ripeteranno.

Lo ha capito anche la scienza: per rendersi visibili oggi, per acquisire credito, per trovare occasioni di lavoro, collaborazione e confronto bisogna passare attraverso la rete e in particolare bisogna colonizzare i social mediaContinue reading “ESOF2016 day1: la relazione vive nei social media”

Doctor G e la statistica alla portata di tutti

La medicina e la matematica sono due scienze che dovrebbero dialogare? Forse sì. Forse pure noi dovremmo andare dal medico sapendo fare bene i conti, per poter porre le domande giuste.
Non basta conoscere la prevalenza di una malattia per trarre delle conclusioni, se non si associa il dato alla mortalità;  non si può parlare di benefici in senso assoluto, ma bisogna sempre osservare il dato relativo, il termine di paragone; non ci si può sottoporre a un esame senza sapere che una parte degli screening danno esiti falsi positivi, cioè dicono che sei malato anche se non è davvero così.  Continue reading “Doctor G e la statistica alla portata di tutti”

Dal laboratorio al web

La settimana scorsa ho avuto modo di partecipare a GOW, Get Online Week, prendendo parte a un evento organizzato a Ferrara per i ragazzi delle scuole superiori.
Il tema era il lavoro digitale, per dare un’idea ai ragazzi di come possono evolversi certe professioni al tempo di internet.

Per me è stata un’ottima occasione di confronto con persone che stanno pensando al loro futuro. Ho tentato di rispondere ai loro dubbi, di immaginare le loro curiosità. Al contempo però è stato un modo anche per fare un bilancio sul mio lavoro, ripensando alle motivazioni che mi hanno portato su questa strada e agli elementi chiave che non devono mancare al professionista.

Qui di seguito allego la mia presentazione, dove ho parlato in cosa consiste il mio lavoro e dove ho allegato alcuni esempi di applicazione.

 

Open Data Day 2016: un punto di vista esterno

Oggi era l’open data day 2016 e io ho partecipato all’iniziativa organizzata nella città in cui abito. In questo post vorrei raggruppare alcuni pensieri “a caldo” sulla trasformazione in atto intorno agli open data. Per quanto io non sia un’addetta ai lavori, seguo il discorso da diversi anni e sono tutt’ora un’utilizzatrice dei dati rilasciati dalle pubbliche amministrazioni.

Diversamente dagli altri anni non ho raggiunto Bologna, ma mi sono fermata a Modena.
Con grande rammarico la prima impressione è stata quella di vedere un pubblico formato prevalentemente da addetti ai lavori: amministratori, ingegneri, docenti universitari. Il fatto che gli open data abbiano attratto l’attenzione di persone così altamente qualificate è certamente utile a formulare un pensiero più organico, complesso e ordinato intorno al fenomeno dei dati aperti. Tuttavia l’obiettivo della giornata, che era quello di liberare dati e incoraggiare i cittadini a maneggiare gli open data, è andato perso. Per il prossimo anno sarebbe bello affiancare alla riflessione, che è stata di somma importanza, un’attività di laboratorio o una piccola sessione dimostrativa. Continue reading “Open Data Day 2016: un punto di vista esterno”

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