Parole Ostili. Le ho lette sul web. Le ho ascoltate nelle scuole che ho visitato cercando di spiegare quale fosse il corretto uso dei media digitali che abbiamo a disposizione. Del resto, a 11 anni o giù di lì, non si può pretendere tanta consapevolezza. Peccato che a volte manchi anche tra gli adulti la consapevolezza di quanto possano fare male le parole, soprattutto quando sono scritte e visibili a tutti.

Parole O_stili le ho incontrate a Trieste durante un corso di formazione per giornalisti alla SISSA. E il manifesto mi ha catturato

Bellissimo è il modo in cui è stato creato. Il Manifesto è nato dalla rete, dalle persone che con i social media lavorano, comunicano, imparano.
Ognuno ha dato il suo contributo e questo è il risultato finale.

Concordo con questa sintesi che vorrei davvero appendere in tutte le classi che ho visitato e di cui mi ricordo ancora i volti, le domande, le situazioni. E sono molto felice di sapere che l’iniziativa verrà portata nelle scuole di alcune città. Per cui invito le scuole a partecipare a Condivido.

Manca qualcosa sulle immagini: anche quelle sono scattate, scelte, condivise con leggerezza, modificate. Le immagini a volte esprimono più delle parole e soprattutto costituiscono un linguaggio universale.
Non potrebbe essere il tempo di aprire una costola di questo progetto?

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