Che cosa vi viene in mente se vi parlo di tumore? Per quanto riguarda me, è una malattia che ho sempre guardato con timore, anzi direi con terrore. Mi è passata accanto più volte, come succede a molte altre persone oggi, visto che è una malattia in costante crescita.
La prima volta l’ho incontrata in casa: mia nonna era una delle prime sopravvissuta al cancro, una malattia che l’ha profondamente segnata e che ci raccontava, come una specie di avventura a episodi che sono ben presenti nella mia memoria, quando io e mia sorella eravamo più o meno piccole.
Quando mi hanno chiesto di scrivere un libro che riguardava i malati di tumore, ho pensato che mi si presentava davanti una sfida impegnativa: l’impresa mi avrebbe coinvolto profondamente dal punto di vista emotivo (sarei stata in grado di reggere?) e avrebbe richiesto di mettere in gioco una grande sensibilità.
Sì, perché qui si trattava di parlare con persone che l’esperienza l’avevano vissuta o che con i malati di tumore hanno avuto molto a che fare. Avevo bisogno di conoscere la loro vita, le loro esperienze, i loro punti di vista, le loro sensazioni, i loro sogni.
L’elenco di persone da contattare si è trasformata in una rete di luoghi, abitati da persone molto diverse tra loro, ciascuna delle quali mi ha parlato della malattia osservata da un punto di vista privilegiato. Il tumore è una malattia che investe ogni aspetto della vita di una persona. Entra nelle case e cambia gli equilibri di una famiglia, va al lavoro e modifica piani e obiettivi, si occupa del tuo tempo libero, altera i rapporti con amici e conoscenti, ti porta a frequentare ambienti nuovi e ad affrontare scelte che mai avresti pensato di dover affrontare.
Ecco perché questo libro non è fatto solo per i malati di tumore o per le numerose figure mediche che se ne occupano (perché il tumore, come malattia, non è così semplice da affrontare nemmeno per chi ha frequentato un corso di medicina).

Nelle reti” è fatto per tutti coloro che vogliono riflettere sul loro rapporto con un malato di tumore e che vogliono prendersi l’impegno di creargli attorno una rete capace di sostenerlo in un momento particolare della sua vita. “Nelle reti” è un’analisi di tutte le reti che si stanno creando a più piani e a più livelli per affrontare questa malattia, che di fatto è un problema che investe tutta la società, anche le persone sane.
Questa rete oggi si spinge addirittura sul web o nei social media, ormai uno strumento fondamentale tanto per i medici quanto per pazienti e associazioni.

Il tumore non è una condanna a morte.
Nel tumore c’è tanta vita e desiderio di vita. Ci sono pensieri vivaci, c’è fermento. Questo libro è stata dunque l’occasione per incontrare persone favolose, ciascuna delle quali mi ha insegnato qualcosa e a ciascuna delle quali ho dato voce all’interno del volume. Inoltre è stata per me una bella riflessione sulla vita, sulla morte, sulla paura della malattia, su quello che conta davvero e sulle relazioni. Quindi grazie, a tutti coloro che mi hanno accompagnato e sostenuto in questo viaggio.

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