Il web, quello che più comunemente chiamiamo rete, ha cambiato la nostra concezione di rapporti sociali. Le nostre relazioni all’improvviso hanno allargato i loro orizzonti. Non bastano gli amici, i colleghi, i collaboratori, i familiari che ci sono capitati di fianco. Abbiamo la possibilità di spaziare, di stringere rapporti con persone che non abbiamo mai visto ma verso cui nutriamo un interesse o di rimanere in contatto con persone incontrate in alcune particolari occasioni che difficilmente si ripeteranno.

Lo ha capito anche la scienza: per rendersi visibili oggi, per acquisire credito, per trovare occasioni di lavoro, collaborazione e confronto bisogna passare attraverso la rete e in particolare bisogna colonizzare i social media
Ma conta di più questa visibilità o le citazioni del mio articolo? E se sbaglio qualcosa, la mia reputazione sarà per sempre rovinata? Come procedo senza una guida?
Sono questi alcuni dei dubbi che sconvolgono i giovani ricercatori ancora non strutturati.
Sta di fatto che la carriera, quella di tutti, oggi non è un sentiero battuto da seguire. È piuttosto una serie di rivoli che si distribuiscono e si perdono in una vasta pianura. Non ci si può permettere di lasciarsi sfuggire delle occasioni di contatto, delle conoscenze, dei supporti e dei confronti che potrebbero essere importanti per deviare il proprio cammino verso destinazioni migliori.

E sembra che l’urgenza di creare una rete non resti solo a livello virtuale. C’è sempre più necessità di fare rete tra diverse discipline per risolvere problemi complessi.
Ma c’è anche la necessità di portare la scienza al di fuori della sua torre d’avorio. Se da un lato lo scienziato può uscire dal suo laboratorio parlando ai suoi follower su un qualsiasi social media, usando il tono che preferisce, la scienza può far sentire la sua voce se comincia a collaborare con l’industria per trasferire le innovazioni alla società. In tal caso il dialogo si deve aprire tra tre poli: accademia, industria e policy maker.
Ci aspettano percorsi interconnessi nella scienza, che sapranno aprire nuovi orizzonti. Come nella vita del resto.

Queste sono le mie personali riflessioni, dopo aver assistito a diversi panel della conferenza ESOF 2016 – day 1. 

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